StingRay61

Fotografie e Libri
È una donna in collera, tuttavia non sa cosa fare di quell’odio che non l’abbandona
mai. Protesta sola davanti alla televisione o con le altre madri all’uscita da scuola.
Le scene quotidiane che bisogna immaginare: una piccola piazza (recentemente
asfaltata), un monumento in onore ai caduti della prima guerra mondiale come ce n’è in
molti paesi, coperto di mu􀊃a e di fango alla base. La chiesa, il municipio e la scuola che
danno sulla piazza. La piazza, per lo più deserta. Le donne vi si ritrovano ogni giorno
verso mezzodì per recuperare i bambini che escono da scuola. Non lavorano. Qualcuna
lavora, ma la maggior parte del tempo badano ai figli Mi occupo dei bambini e a lavorare
sono gli uomini, che sgobbano in fabbrica o altrove, di solito nella fabbrica che impiega
gran parte della popolazione, la fabbrica di latta in cui aveva lavorato mio padre, che
regolava tutta la vita del paese.
Accendeva la televisione, tutte le mattine. Tutte le mattine si assomigliavano. Quando
mi svegliavo, la prima immagine che mi appariva era quella dei due ragazzi. I loro volti
si disegnavano nei miei pensieri e, inesorabilmente, più mi concentravo su quei volti,
più i dettagli – il naso, la bocca, lo sguardo – mi sfuggivano. Di loro non mi restava che
la paura.
Non riuscivo a concentrarmi e mia madre non poteva – lo capisco: non era davvero in
grado di – immaginare che ci si potesse disinteressare alla televisione. La televisione
faceva parte da sempre del suo paesaggio. Noi ne avevamo quattro in una casa di
piccole dimensioni, una in ogni camera e una nell’unica stanza comune, e la domanda
se piaceva o non piaceva non si poneva neppure. La televisione, come la lingua o il
modo di vestirsi, si era imposta a lei. Noi non comperavamo i televisori, mio padre li
recuperava in discarica e li riparava. Quando, al liceo, avrei vissuto da solo in città e
mia madre avrebbe constatato l’assenza di televisione a casa mia, avrebbe pensato che
ero pazzo – il tono della sua voce trasmetteva perfettamente l’angoscia, la
destabilizzazione che si percepisce in coloro che si trovano improvvisamente di fronte
alla follia Ma cosa fai tutto il giorno senza TV?




Tratto da

EDOUARD LOUIS
IL CASO EDDY BELLEGUEULE
Traduzione di Alberto Cristofori

Bompiani 2014

È una donna in collera, tuttavia non sa cosa fare di quell’odio che non l’abbandona
mai. Protesta sola davanti alla televisione o con le altre madri all’uscita da scuola.
Le scene quotidiane che bisogna immaginare: una piccola piazza (recentemente
asfaltata), un monumento in onore ai caduti della prima guerra mondiale come ce n’è in
molti paesi, coperto di mu􀊃a e di fango alla base. La chiesa, il municipio e la scuola che
danno sulla piazza. La piazza, per lo più deserta. Le donne vi si ritrovano ogni giorno
verso mezzodì per recuperare i bambini che escono da scuola. Non lavorano. Qualcuna
lavora, ma la maggior parte del tempo badano ai figli Mi occupo dei bambini e a lavorare
sono gli uomini, che sgobbano in fabbrica o altrove, di solito nella fabbrica che impiega
gran parte della popolazione, la fabbrica di latta in cui aveva lavorato mio padre, che
regolava tutta la vita del paese.
Accendeva la televisione, tutte le mattine. Tutte le mattine si assomigliavano. Quando
mi svegliavo, la prima immagine che mi appariva era quella dei due ragazzi. I loro volti
si disegnavano nei miei pensieri e, inesorabilmente, più mi concentravo su quei volti,
più i dettagli – il naso, la bocca, lo sguardo – mi sfuggivano. Di loro non mi restava che
la paura.
Non riuscivo a concentrarmi e mia madre non poteva – lo capisco: non era davvero in
grado di – immaginare che ci si potesse disinteressare alla televisione. La televisione
faceva parte da sempre del suo paesaggio. Noi ne avevamo quattro in una casa di
piccole dimensioni, una in ogni camera e una nell’unica stanza comune, e la domanda
se piaceva o non piaceva non si poneva neppure. La televisione, come la lingua o il
modo di vestirsi, si era imposta a lei. Noi non comperavamo i televisori, mio padre li
recuperava in discarica e li riparava. Quando, al liceo, avrei vissuto da solo in città e
mia madre avrebbe constatato l’assenza di televisione a casa mia, avrebbe pensato che
ero pazzo – il tono della sua voce trasmetteva perfettamente l’angoscia, la
destabilizzazione che si percepisce in coloro che si trovano improvvisamente di fronte
alla follia Ma cosa fai tutto il giorno senza TV?


Tratto da

EDOUARD LOUIS
IL CASO EDDY BELLEGUEULE
Traduzione di Alberto Cristofori

Bompiani 2014